Non "primo", come re d'Italia, ma "secondo" come segno distintivo della continuità della dinastia di casa Savoia[6]. In tutti questi anni, da parte del potere regale, non vi fu alcun esplicito tentativo di opporsi alla politica del governo fascista[13]. Dopo lunga discussione si giunse alla decisione che, prima di procedere in tal senso, sarebbe stata opportuna, per motivi di cortesia istituzionale, la sottoposizione a Umberto II del seguente documento: «Preso atto della proclamazione dei risultati del referendum fatta dalla Corte di Cassazione, tenuto conto che questi risultati, per dichiarazione della stessa Corte di Cassazione, sono suscettibili di modificazione e di integrazione, nel supremo interesse della concordia degli italiani, si consente che, fino alla proclamazione dei risultati definitivi, il Presidente del Consiglio dei Ministri, on.le Alcide De Gasperi, eserciti i poteri del Capo dello Stato, di cui all'art. A tutti coloro che ancora conservano fedeltà alla Monarchia, a tutti coloro il cui animo si ribella all'ingiustizia, io ricordo il mio esempio, e rivolgo l'esortazione a voler evitare l'acuirsi di dissensi che minaccerebbero l'unità del Paese, frutto della fede e del sacrificio dei nostri padri, e potrebbero rendere più gravi le condizioni del trattato di pace. I monarchici attribuirono subito la sconfitta a tali presunti brogli e a scorrettezze nella convocazione dei comizi e nello svolgimento del referendum. Costituente e costituzione - Articolo 1: Una Repubblica fondata sul lavoro. Art. 2. Il 54% degli elettori scelse la repubblica dando vita all’Italia che conosciamo oggi. Il 2 giugno è una delle giornate in cui è più facile ascoltare l’inno nazionale detto Inno di Mameli ma che in realtà si chiama Canto degli italiani. Nel 1960 Giuseppe Pagano, presidente della Corte di Cassazione il 18 giugno 1946, ma facente parte della fazione risultata minoritaria nella votazione[57], in un'intervista a Il Tempo di Roma, affermò che i ristretti tempi di applicazione della legge istitutiva del referendum non avevano consentito alla Corte di svolgere tutti i lavori di accertamento, anche perché numerose corti di appello non erano riusciti a mandare i verbali alla Cassazione entro la data prevista. I primi risultati pervenuti indicavano una netta prevalenza di voti a favore della monarchia, in particolare i rapporti del Corpo dei Carabinieri Reali provenienti direttamente dai seggi elettorali. Il governo e il buon senso degli Italiani provvederanno a riparare questo gesto disgregatore, rinsaldando la loro concordia per l'avvenire democratico della Patria»[55][56]. Uno studio pubblicato nel 2012, basato su un'analisi statistica del voto a livello di singolo comune, usando la legge di Benford e varie simulazioni, afferma che non vi siano indizi di avvenuti brogli elettorali in fase di scrutinio[72][73]. Dobbiamo avere la coscienza dell'unica forza di cui disponiamo: della nostra infrangibile unione. ... Riflessioni su Nulla. Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, l'Italia poteva essere annoverata fra le democrazie liberali, benché le tensioni interne, dovute alle rivendicazioni delle classi popolari, insieme con la non risolta questione del rapporto con la Chiesa cattolica per i fatti del 1870 (presa di Porta Pia e occupazione di Roma), lasciassero ampie zone d'ombra. Da Gigi Speroni. E si fa presto anche a dire democrazia e poi libertà, popolo e Costituzione., Tutti questi termini appaiono scontati alle nuove generazioni. L'abdicazione di Vittorio Emanuele III e la conseguente cessazione del regime luogotenenziale era stata richiesta dai monarchici nella speranza che la successione a pieno titolo del principe ereditario, figura meno compromessa del padre, prima della consultazione referendaria, potesse attrarre maggior favore popolare. Ripercorriamo gli eventi che hanno portato alla nascita della Repubblica italiana nel 1946: 2 del decreto legislativo luogotenenziale 16 marzo 1946, n. 98, che prevedeva: «Qualora la maggioranza degli elettori votanti si pronunci in favore della Monarchia, continuerà l'attuale regime luogotenenziale fino all'entrata in vigore delle deliberazioni dell'Assemblea sulla nuova Costituzione e sul Capo dello Stato». Il CLN si affermò anche sulla scena internazionale, come soggetto complesso, plurimo, che si candidava all'egemonia politica nel Paese con il Congresso di Bari (28-29 gennaio 1944), in cui unanimemente i partiti aderenti chiesero l'abdicazione del Re nonché la composizione di un Governo con pieni poteri e con la partecipazione di tutti i sei partiti, per affrontare la guerra e «...al fine di predisporre con garanzia di imparzialità e libertà la convocazione di un'Assemblea costituente appena cessate le ostilità». Quest'ultima interpretazione avrebbe consentito il mantenimento della forma istituzionale monarchica anche in caso di sconfitta, qualora la repubblica, pur maggioritaria, non avesse raggiunto la metà più uno dei voti, conteggiando per valide anche le schede bianche o nulle; ma anche il mantenimento del regime monarchico (a rigore: "il regime luogotenenziale"), in base all'art. Con essa potremo superare le gigantesche difficoltà che s'ergono dinanzi a noi; senza di essa precipiteremo nell'abisso per non risollevarci mai più. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Il 2 giugno 1946 Dopo dopo 85 anni di regno dei Savoia, dopo 22 anni di regime fascista e la Seconda guerra mondiale fu un momento di svolta per il nostro paese. . Politica - Giovanni Lauricella Alla Casa della Memoria la mostra " 2 giugno 1946 Appunti sulla nascita della Repubblica" intende commemorare il periodo che precedette e seguì il referendum e la successiva ... Leggi la notizia. Occorre far conoscere alle nuove generazioni tutto questo ancora di più a scuola, ricordando le migliaia di ragazzi che hanno perso la vita affinché' noi oggi potessimo avere tutto quello spesso non ci accorgiamo di avere. La prima ci fu nel 1948 e nel 1950 venne inserita ufficialmente nel cerimoniale della giornata. La nascita della Repubblica Italiana avvenne il 2 giugno 1946, in seguito ai risultati del referendum istituzionale indetto quel giorno per determinare la forma di governo dopo la fine della seconda guerra mondiale.. Nel Giugno del 1946 l'Italia è andata al voto: si chiude la storia della Monarchia e si apre quello della Repubblica. Il Corriere della Sera già di giovedì 6 giugno aveva titolato: È nata la Repubblica italiana, riportando i risultati: repubblica 12.718.019, monarchia 10.709.423. Oltre ai tradizionali partiti di orientamento repubblicano (PCI, PSIUP, PRI e Partito d'Azione) tra il 24 e il 28 aprile 1946, nell'ambito dei lavori del suo I Congresso, anche la Democrazia Cristiana, a scrutinio segreto, si espresse a favore della Repubblica, con 730.500 voti favorevoli, 252.000 contrari, 75.000 astenuti e 4.000 schede bianche[26]. Il proclama di Umberto II del 13 giugno 1946: «Italiani! Per le regioni del sud la guerra finì appunto nel 1943 con l'occupazione alleata e la progressiva ripresa del cosiddetto "Regno del Sud". Nella giornata del 2 giugno e la mattina del 3 giugno 1946 ebbe dunque luogo il referendum per scegliere fra monarchia o repubblica. La mia partenza dall'Italia doveva essere una lontananza di qualche tempo in attesa che le passioni si placassero. Sostieni Intorno Tirano e ottieni il tuo spazio nella sezione dedicata. Nascita della repubblica in sintesi – Il 2 giugno 1946 gli italiani e per la prima volta le italiane, furono chiamati a un referendum per decidere se l’Italia dovesse rimanere una monarchia, oppure se essa dovesse essere sostituita dalla repubblica. Si festeggia ogni anno il 2 Giugno, data del referendum istituzionale del 1946. La Festa che celebriamo oggi è una giornata nazionale per ricordare la nascita della Repubblica Italiana. Voce principale: Storia dell'Italia repubblicana. 124, Il referendum del 1946 ovvero "La Grande Frode", «Questa notte, in spregio alle leggi ed al potere indipendente e sovrano della magistratura, il governo ha compiuto un gesto rivoluzionario assumendo, con atto unilaterale e arbitrario, poteri che non gli spettano e mi ha posto nell'alternativa di provocare spargimento di sangue o di subire la violenza», Proclama di Umberto II del 13 giugno 1946. Vi partecipano tutte le forze armate italiane, tutte le forze di polizia della Repubblica. L'ambiguità di questa espressione sarà causa di accesi dibattiti e contestazioni postreferendarie, comunque ininfluenti per la proclamazione del risultato referendario, in quanto i voti favorevoli alla repubblica saranno numericamente superiori alla somma complessiva delle schede bianche, nulle e favorevoli alla monarchia[25]. Su pressione di Stalin i comunisti italiani diedero la loro disponibilità a entrare nel governo e gli altri partiti di sinistra si sentirono obbligati a fare altrettanto per non restare fuori dai giochi politici[21]. Festa della Repubblica Italiana 2020. 1 509 735. n. 98/1946[24], il Governo presentò le proprie dimissioni nelle mani del nuovo Capo Provvisorio dello Stato che, successivamente conferì a De Gasperi l'incarico di formare il primo Governo della Repubblica Italiana. 2 del decreto, era subordinato al conseguimento della "maggioranza degli elettori votanti" da parte della monarchia[24] e, pertanto, l'interpretazione di conteggiare anche le schede bianche e nulle tra i votanti non sembra coerente con il contesto normativo, perché ne sarebbe potuto risultare uno scenario senza alcun vincitore. L'anno successivo venne eletta l'Assemblea Costituente, operò sino al referendum istituzionale del 2 giugno 1946 sulla Costituzione della Repubblica Italiana, che entrò in vigore il 1º gennaio 1948. Due addetti assommano i dati dei verbali su due macchine calcolatrici, una per la monarchia e una per la repubblica, tenendo una seconda conta a mano[32]. Oggi infatti è la festa della Repubblica Italiana. I risultati ufficiali del referendum furono annunciati il 18 giugno 1946 e fu quel giorno che la Corte di Cassazione proclamò ufficialmente la nascita della Repubblica Italiana: 12.718.641 italiani avevano votato a favore della repubblica, 10.718.502 a favore della monarchia e 1.498.136 avevano votato scheda bianca o nulla. Quello stesso giorno vennero inoltre eletti i 556 deputati che avrebbero fatto parte dell’Asse… L’ultimo conflitto per l’Europa, Einaudi, 2009. Tra le anomalie più rilevanti secondo i monarchici vi furono le seguenti. Analizzando i dati regione per regione si nota come l'Italia si fosse praticamente divisa in due: il nord, dove la repubblica aveva vinto con il 66,2%, e il sud, dove la monarchia aveva vinto con il 63,8%. Il conteggio avviene in presenza della Corte di cassazione, seduti a un tavolo a ferro di cavallo, degli ufficiali angloamericani della Commissione alleata e dei giornalisti. Sarà infatti respinta cinque giorni dopo (il 18 giugno) dalla Corte di Cassazione e comunque si rivelerà ininfluente, visto il distacco conseguito dalla scelta repubblicana sui voti espressi in favore della monarchia nel risultato referendario definitivo. Poi pensavo di poter tornare per dare anch'io, umilmente e senza avallare turbamenti dell'ordine pubblico, il mio apporto all'opera di pacificazione e di ricostruzione|Umberto II di Savoia, intervista con Edith Wieland. Assolutamente deludente fu il risultato delle liste monarchico-liberali (poco meno del 10%) a fronte del 45,7% dei voti espressi in favore della monarchia. Federico Romero, Storia della guerra fredda. Confido che la Magistratura, le cui tradizioni di indipendenza e di libertà sono una delle glorie d'Italia, potrà dire la sua libera parola; ma, non volendo opporre la forza al sopruso, né rendermi complice dell'illegalità che il Governo ha commesso, lascio il suolo del mio Paese, nella speranza di scongiurare agli Italiani nuovi lutti e nuovi dolori. Nascita della Repubblica e la fine dell’unità antifascista: l'Italia dal 1943 al 1948. Dopo la confluenza del PSULI di Turati, Treves e Saragat nel Partito Socialista Italiano di Pietro Nenni (luglio 1931), anche il movimento liberal socialista di Carlo Rosselli, Giustizia e Libertà entrò nella Concentrazione Antifascista (ottobre 1931). All'annuncio dell'armistizio di Cassibile, l'8 settembre 1943, l'Italia precipitò nel caos[18]. Il 2 giugno 1946, insieme con la scelta sulla forma dello Stato, i cittadini italiani elessero anche i componenti dell'Assemblea Costituente che doveva redigere la nuova carta costituzionale[5]. Vittorio Emanuele III nominò suo figlio Umberto II luogotenente del Regno. La nuova costituzione repubblicana, approvata dall'Assemblea Costituente ed entrata in vigore il 1º gennaio 1948, statuisce, all'art. Il 10 giugno 1946 la Corte suprema di cassazione proclamò i risultati del referendum, mentre il 18 giugno integrò i dati delle sezioni mancanti ed emise il giudizio definitivo sulle contestazioni, le proteste e i reclami concernenti le operazioni referendarie[1]: I dati sono suddivisi per circoscrizioni[33][34]. Nel maggio del 1934, la Concentrazione Antifascista si sciolse, a causa dell'orientamento del Partito Socialista verso un patto d'unità d'azione con il Partito Comunista, ma senza mettere in discussione la scelta antifascista e repubblicana dei suoi partiti[15]. Il primo presidente del consiglio fu invece Alcide De Gasperi, che ottenne l'incarico proprio da De Nicola. 12 marzo - Il referendum viene indetto per i giorni 2 e 3 giugno dello stesso anno e vengono convocati i comizi (decreto luogotenenziale n. 98). Quei monarchici di Napoli uccisi anche dalla storia. Crea Alert 18- 6 -2016. Al contrario, la lettera e le proteste dei monarchici, come quelle represse sanguinosamente il giorno prima a Napoli e una nuova manifestazione monarchica dispersa lo stesso 12 giugno[45], suscitarono le preoccupazioni dei ministri intenzionati quanto prima all'insediamento della Repubblica (secondo la celebre frase del leader socialista Pietro Nenni: «o la Repubblica o il caos!»)[46]. Ennio Di Nolfo, Le speranze e le paure degli italiani 1943 … Alle 6 di sera del 18 giugno, nell'Aula della Lupa di Montecitorio a Roma, la Corte di Cassazione, con dodici magistrati contro sette, stabilì che per "maggioranza degli elettori votanti", prevista dalla legge istitutiva del referendum (art. Inoltre, con l'abbonamento aziendale, potrai avere la pagina della tua attività nella sezione dedicata! Una delle cause che contribuì alla sconfitta della monarchia fu probabilmente una valutazione negativa della figura di Vittorio Emanuele III, giudicato da una parte corresponsabile degli orrori del fascismo; dall'altro la sua decisione di abbandonare Roma, e con essa l'esercito italiano che venne lasciato privo di ordini, per rifugiarsi nel sud subito dopo la proclamazione dell'armistizio di Cassibile, fu vista come una vera e propria fuga e non migliorò certo la fiducia degli italiani verso la monarchia. Immediatamente dopo la proclamazione dei risultati, il Consiglio dei Ministri si riunì, per dare attuazione al 3° comma dell'art. Il divario fra le preferenze espresse per la repubblica e quelle per la monarchia fu una sorpresa, in quanto lo si prevedeva di un'entità anche superiore a quello di circa due milioni, poi risultato dallo scrutinio ufficiale[30]. Sino al giorno della proclamazione dei risultati definitivi, pertanto, Umberto auspicava «...di poter continuare in quella collaborazione intesa a mantenere quanto è veramente indispensabile: l'Unità d'Italia»[44]. I votanti furono 24 946 878, pari circa all'89,08% degli aventi diritto al voto, che risultavano essere 28 005 449; le schede convalidate furono 23 437 143, quelle invalidate (bianche incl.) Il Fronte dell'Uomo Qualunque aveva mantenuto una posizione agnostica[28]. Compiendo questo sacrificio nel supremo interesse della Patria, sento il dovere, come Italiano e come Re, di elevare la mia protesta contro la violenza che si è compiuta; protesta nel nome della Corona e di tutto il popolo, entro e fuori i confini, che aveva il diritto di vedere il suo destino deciso nel rispetto della legge e in modo che venisse dissipato ogni dubbio e ogni sospetto. Per l'Italia si inizia un nuovo periodo storico di decisiva importanza. Successivamente, il milanese Carlo Cattaneo si fece promotore di un'Italia laica come intesa dal Mazzini ma organizzata in Repubblica federale. Nel frattempo il governo avrebbe spostato la sua sede a Salerno, vicino al quartier generale alleato di Caserta. Considerata l’emergenza sanitaria in corso e la straordinarietà del momento che stiamo vivendo, i divieti di assembramento e le norme sul distanziamento che rendono impossibile la manifestazione tradizionale, con la parata e la folla ai Fori Imperiali, la ricorrenza istituzionale del 2 giugno, giunta quest’anno al 75° anniversario, assume un particolare significato: il documento su cui si fondano i principi della democrazia, frutto del lavoro delle madri e dei padri costituenti, diventa uno strumento vitale, etico, morale e per il rispetto di quei valori di libertà e dignità umana che fa grande un Paese anche nei momenti di difficoltà e che ci protegge, tra i tanti, dai virus dell’odio. I momenti cruciali della Resistenza, la nascita della Repubblica sotto il dominio della Democrazia Cristiana, il miracolo economico, il Sessantotto, le lotte politiche degli anni Settanta, il terrorismo: un affresco storiografico ricco di suggestioni e spunti critici che sottolinea il drammatico passaggio da un Paese fascista distrutto dalla guerra a una grande e opulenta nazione democratica. Anche Google rende omaggio alla nostra festa nazionale. Con l'approvazione delle leggi eccezionali del fascismo (regio decreto 6 novembre 1926, n. 1848), furono disciolti tutti i partiti politici operanti nel territorio italiano, con eccezione del Partito nazionale fascista. E’ nominato un nuovo Governo, in cui entrano tutti i partiti del Comitato di liberazione e il cui Presidente del Consiglio è Bonomi. Il 5 febbraio 1990 il programma televisivo Mixer andò in onda su Rai 2 con un falso scoop giornalistico, in cui si denunciavano alcuni brogli nel referendum del 2 giugno 1946 che avrebbero permesso di scongiurare la vittoria della monarchia; la puntata, realizzata allo scopo di dimostrare il sottile confine tra verità e falsità storiche, si attirò numerose critiche. Ercole Ricci. La Stampa, quotidiano torinese, aveva pubblicato similmente: È nata l'Italia repubblicana, sottotitolando La famiglia reale si imbarca per il Portogallo. La grandezza morale di un popolo si misura dal coraggio con cui esso subisce le avversità della sorte, sopporta le sventure, affronta i pericoli, trasforma gli ostacoli in alimento di propositi e di azione, va incontro al suo incerto avvenire. Il Fronte dell'Uomo Qualunque, di nuova costituzione, assunse una posizione agnostica[28]. Bibliografia. L'ex re inizialmente ventilò che il suo allontanamento potesse essere anche soltanto temporaneo[50][51], pro bono pacis[52][53]. Qualunque sorte attenda il nostro Paese, esso potrà sempre contare su di me come sul più devoto dei suoi figli. Le libertà che esso garantiva furono sospese e il Parlamento fu addomesticato al volere del nuovo governo. Il primo presidente del consiglio fu invece Alcide De Gasperi, che ottenne l'incarico proprio da De Nicola. Nello stesso anno, nel mese di maggio, fu poi eletto presidente della Repubblica Luigi Einaudi, primo a completare regolarmente il previsto mandato di sette anni. Decreto legislativo luogotenenziale nº 98 del 16 marzo 1946, Archivio storico delle elezioni - Risultati referendum del 1946, Decreto legislativo presidenziale 19 giugno 1946, n.2, Articoli di differenti giornali nell'archivio del Senato, http://www.rivisteweb.it/doi/10.1410/38527, Sistema politico della Repubblica Italiana, Referendum istituzionale del 2 giugno 1946, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Nascita_della_Repubblica_Italiana&oldid=116837170, Storia dell'Italia nel secondo dopoguerra, Template Webarchive - collegamenti all'Internet Archive, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Il 54% degli elettori scelse la repubblica dando vita all’Italia che conosciamo oggi. L'irregolarità segnalata da Umberto II di Savoia sarebbe consistita nel non aver preso in considerazione il numero delle schede nulle - perché ancora non reso noto dalla Corte di Cassazione - nel calcolo della maggioranza degli elettori votanti. Il decreto per l'indizione del referendum recitava, in una sua parte: «... qualora la maggioranza degli elettori votanti si pronunci...»[24], frase che poteva lasciar intendere che esisteva anche la possibilità che nessuna delle due forme istituzionali proposte (monarchia o repubblica) raggiungesse la maggioranza degli elettori votanti. Fino al 1946 l'Italia era una monarchia costituzionale, regolata dallo Statuto Albertino. 19 del D.L.L. La Festa della Repubblica rappresenta un momento di coesione e di responsabilità' di tutti, dal quale trarre quella spinta di cui il nostro Paese ha bisogno. Italiani! Nascita della Repubblica Italiana - Riassunto Parri, De Gasperi e Togliatti Nel giugno del '45 nasceva il 1° governo italiano del dopoguerra. A presiederlo fu chiamato Parri, esponente del Partito d'Azione. 23 aprile 1946, n. 219, emetterà in altra adunanza il giudizio definitivo sulle contestazioni, le proteste e i reclami presentati agli uffici delle singole sezioni e agli uffici circoscrizionali o alla stessa corte concernenti lo svolgimento delle operazioni relative al referendum; integrerà i risultati con i dati delle sezioni ancora mancanti e indicherà il numero complessivo degli elettori votanti e quello dei voti nulli»[38][39]. Cliccando su registrati, dichiari di aver letto e approvato l' informativa sulla privacy, SOSTIENI IL PROGETTO E ACCEDI A TUTTI I CONTENUTI,SENZA LIMITAZIONI. Messaggio del Capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, all'Assemblea Costituente, 15 luglio 1946: «Giuro davanti al popolo italiano, per mezzo della Assemblea Costituente, che ne è la diretta e legittima rappresentanza, di compiere la mia breve, ma intensa missione di Capo provvisorio dello Stato inspirandomi ad un solo ideale: di servire con fedeltà e con lealtà il mio Paese. Il 15 luglio 1946 il presidente dell'Assemblea Costituente, Giuseppe Saragat, leggeva il primo messaggio del Capo dello Stato Enrico de Nicola. Gli esponenti repubblicani – che, nel 1853, avevano costituito il Partito d'Azione – parteciparono anch'essi alle elezioni del Parlamento italiano; gli stessi Mazzini e Garibaldi risultarono eletti in talune occasioni. Re Umberto II, salito al trono da poche settimane dopo l’abdicazione di Vittorio Emanuele III, lasciò quindi l’Italia per andare in esilio in Portogallo. Il documento fu sottoposto l'11 giugno da De Gasperi alla visione di Umberto II che si riservò di decidere per il giorno dopo[41]. Per la prima volta votarono anche le donne. Oggi si fa presto a dire Repubblica. Inoltre, «l'angoscia del governo di far dichiarare la repubblica era stata tale da indurre al colpo di Stato prima che la Corte Suprema stabilisse realmente i risultati validi definitivi»[58]. Secondo il parere della maggioranza dei ministri, infatti, sarebbe stato assurdo non rivestire di alcuna rilevanza l'annuncio del 10 giugno 1946, che altrimenti la Cassazione avrebbe potuto non dare. A seguire, il 1º luglio Enrico De Nicola venne nominato primo presidente della Repubblica Italiana; e il 1º gennaio 1948 entrò in vigore la nuova Costituzione della Repubblica Italiana. Occorre far conoscere alle nuove generazioni tutto questo ancora di più a scuola, ricordando le migliaia di ragazzi che hanno perso la vita affinché' noi oggi potessimo avere tutto quello spesso non ci accorgiamo di avere. Tale vicinanza aveva anche valenza politica in quanto ora gli Alleati avevano maggior considerazione del governo italiano. La notte fra il 12 e 13 giugno, nel corso della riunione del Consiglio dei ministri, il presidente Alcide De Gasperi, prendendo atto del risultato, assunse le funzioni di capo provvisorio dello Stato. I nostri scritti hanno poi lo scopo di promuovere la nascita di un nuovo umanesimo, reso più razionale da una conoscenza più profonda del cervello e della mente umana, cercando di armonizzare le due culture: quella umanistica e quella scientifica. Dal 13 giugno al 7 settembre 2016. Per la prima volta in una consultazione politica nazionale votavano anche le donne: risultarono votanti circa 13 milioni di donne e 12 milioni di uomini, pari complessivamente all'89,08% degli allora 28 005 449 aventi diritto al voto. Abitudini quotidiane il cui vero significato è, di fatto, sconosciuto. ... di Paolo Murialdi (Genova, 8 settembre 1919 – Milano, 14 giugno 2006), storico del giornalismo, che riferisce sulla situazione della stampa italiana nel dopoguerra e sulla discussione della Costituente. Con animo colmo di dolore, ma con la serena coscienza di aver compiuto ogni sforzo per adempiere ai miei doveri, io lascio la mia terra. La prima ci fu nel 1948 e nel 1950 venne inserita ufficialmente nel cerimoniale della giornata. Il 31 gennaio del 1945, con l'Italia divisa e il Nord sottoposto all'occupazione tedesca, il Consiglio dei ministri, presieduto da Ivanoe Bonomi, emanò un decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne (decreto legislativo luogotenenziale n. 23 del 2 febbraio 1945). La Suprema Corte, quindi, respinse i ricorsi dei monarchici e procedette alla pubblicazione dei risultati definitivi della consultazione referendaria: 12 717 923 voti favorevoli alla repubblica; 10 719 284 voti favorevoli alla monarchia e 1 498 136 voti nulli[1].

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